Mayday.
Mi chiamano Mayday. Sono Irene. Sono quella che si fida di tutti, ma nessuno si fida di lei. Sono quella che deve ascoltare e, quando tocca agli altri ascoltare lei, le viene detto che pensa solo a se stessa. Tutti pensano che sia la classica "brava ragazza", la "secchiona", ma in realtà non è nulla di tutto questo. La ragazza a cui viene sempre detto "Devi cambiare", ma nessuno la aiuta, a cambiare. Odiata dai suoi amici, amata da quelli che lei deve dimenticare. Iscritta a tumblr. per cercare la famiglia perduta, per cercare qualcuno che la accetti per quello che è e per trovare qualcuno che la faccia accettare da se stessa. Per trovare qualcuno che la aiuti a diventare una persona migliore. Insomma, io.
Vedi, il fatto è questo. Quando ci si innamora di una persona, ci sono un sacco di cose che ancora non si sanno. Quando ti innamori non sai se l’altro preferisce il mare o la montagna, il ketchup o la mayonese, l’alba o il tramonto. Non sai se beve solo il caffè amaro, se mangia solo cioccolato fondente o se magari è un amante del cioccolato bianco. Non puoi saperlo se è uno di quelli che la domenica mattina si alza alle sei per andare a correre, o se invece dorme fino a mezzogiorno. Non sai se russa, se spreme il tubetto di dentifricio a metà, se è un maniaco dell’ordine o se occuperà la tua metà di armadio con le sue camicie. E tutte queste cose si scoprono con il tempo. E capirai che ci vuole una vita intera per conoscere una persona. 
Per me l’amore è questo. E’ una scommessa. E’ dire “Ancora so poco di te, ma voglio provare a stare con te, anche se dovessi scoprire che dormi con i calzini di lana.”
(via facevigolaesoggezione)

(Fonte: avreivolutodirtimillecose)

Quando mi ritrovo da sola, al buio e a pensare, immagino ancora di più a come sarebbe la mia vita se ti avessi accanto per tutto il giorno, tutti i giorni .. penso che non mi stancherei mai di te.. di guardarti negli occhi, di guardarti mentre cucini, o mentre stai in silenzio. Penso che mi manchi, e che questi chilometri mi stanno distruggendo. Penso che vorrei essere abbracciata, in qualsiasi momento. E mi sento una scema a chiedertelo, sapendo che non puoi, sapendo che ti metto tristezza, perchè vorresti abbracciarmi ma non puoi farlo da li. Che non sai che dire quando ti dico ”mi abbracci?”.. mi sento una stupida, ho bisogno del tuo affetto, delle tue coccole.. e mi mancano tremendamente,mi manca tutto di te, ogni cosa.Maledetta distanza.(via chiaraamoscrivere)

Caro Amore mio,

le lettere non sono il mio forte, ma nemmeno tu sei molto portato.

Volevo solo farti sapere che ti ho amato, anche se non te l’ho mai detto.

Volevo dirti che i momenti passati insieme non sono facili da dimenticare, che quando mi accarezzavi i capelli mi facevi sentire speciale, che abbracci come i tuoi non me li ha mai dati nessuno e che i nostri baci mi mancano parecchio.

Sappi che cerco ancora i tuoi occhi per strada, in mezzo alla gente, magari un giorno li rivedrò.

Volevo dirti che non passa giorno in cui non penso a te, che è triste sapere che non ci sei più, qui, per me.

Volevo chiederti dove sei sparito, perché non ti fai più sentire, perché mi hai lasciata senza un addio.

Volevo farti capire che non è la distanza a separare due innamorati, perché se si amano veramente i chilometri non sono un problema.

E infine, anche se dico ai miei amici che era destino che finisse, sappi che ci speravo con tutta me stessa in un futuro insieme a te, e quando dico a loro che non ti penso più, sappi che ti amo ancora e lo farò per sempre.

La città dell’amore era incantevole con te (via nonandarteneamoremio)
Le possibilità di poter dire ti amo nella vita devono essere rare, devono essere cosi rare da pensare di non poterlo mai dire, di poterlo solo sognare. Nel ti amo deve nascondersi un sogno, una possibilità che la vita ti regala poche volte. E in quelle poche volte devi essere sincero al primo colpo, devi tremare al primo colpo, devi volare al primo colpo, con la paura di perderla, al primo colpo, come se non ci fosse più un altra possibilità. Le possibilità devono essere rare, come le persone che ami nel tuo cammino, rare come le perle nel fondo dell’ oceano. Se ti capita di incrociare una persona dal ti amo facile, e facile che tu la perda. Ma se ti capita una persona dal ti amo raro, da quello che è raro non torni indietro, da quel ti amo non ne uscirai mai, te lo sentirai addosso, come un vestito cucito sulla pelle, che ti scalda. Ci sono due possibilità nell’amore, amare una volta al mese, e amare una volta sola. Ma una volta sola è molto raro.(via blueisthecolourofmyeyes)

(Fonte: ragazzo-incatenato)

Essere una persona sensibile vuol dire percepire un tono di voce distante durante una telefonata, riconoscere l’ansia, la paura e la tristezza nella faccia degli altri. Essere sensibili vuol dire fare caso a tutto, e con “tutto” intendo veramente qualsiasi cosa: un fiore sconfitto dal vento, un cane solo, un colore diverso del cielo, un sorriso più sentito, una parola colorata mezzo a tante parole anonime.
Essere sensibili vuol dire vivere dieci, cento, mille volte al giorno.
Quando sei sensibile non puoi fregartene, farti gli affari tuoi, lasciar perdere.
Chi è sensibile, se sa di aver ferito qualcuno, si tortura per ore e ore pensando ala sensazione che gli ha fatto provare.
Chi è sensibile dura una fatica immensa. Si dovrebbe aver cura di chi è sensibile, potrebbe morire per una carezza in meno…
Susanna Casciani (via sullisoladeigiocattolidifettosi)
Essere una persona sensibile vuol dire percepire un tono di voce distante durante una telefonata, riconoscere l’ansia, la paura e la tristezza nella faccia degli altri. Essere sensibili vuol dire fare caso a tutto, e con “tutto” intendo veramente qualsiasi cosa: un fiore sconfitto dal vento, un cane solo, un colore diverso del cielo, un sorriso più sentito, una parola colorata mezzo a tante parole anonime.
Essere sensibili vuol dire vivere dieci, cento, mille volte al giorno.
Quando sei sensibile non puoi fregartene, farti gli affari tuoi, lasciar perdere.
Chi è sensibile, se sa di aver ferito qualcuno, si tortura per ore e ore pensando ala sensazione che gli ha fatto provare.
Chi è sensibile dura una fatica immensa. Si dovrebbe aver cura di chi è sensibile, potrebbe morire per una carezza in meno…
Susanna Casciani (via sullisoladeigiocattolidifettosi)
Anche a me piace cucinare e poi mangiare quello che preparo. Oltre a questo mi piace scrivere,anche se lo faccio poco e non molto bene,leggere,viaggiare,fare fotografie,soprattutto al mare,andare al mare,sia d'inverno che d'estate,la musica,correre,nuotare e fare delle belle camminate magari sulla riva del mare oppure in aperta campania con qualche amico. Infine mi piacciono molto i bambini e vorrei lavorare con loro.

chiaraamoscrivere:

uhuuuu :3 quante cose abbiamo in comune, anche a me piace fotografare, e viaggiare .. anche se vorrei fare più viaggi di quelli che faccio …
mi piace il mare,lo adoro, sia d’inverno che d’estate.. mi piace leggere .. e ascoltare la gente.. :3
anche io adoro i bambini, e si sono una cosa fantastica.. mia madre ci lavora, e quando vado in asilo dove lavora è una gioia immensa :3 

Mia rivisitazione di un testo scritto quando avevo 8 anni.

Era bello stare con mio nonno. Era una persona saggia, lui. Una di quelle persone che non riesci a distinguere dalle altre da lontano, ma quando le vedi da vicino, noti che sotto le rughe e la posizione incurvata ci sono anni di esperienze e storie alle spalle.
Dicevo sempre a mio nonno che non avevo idea di dove nascondesse tutte quelle storie e tutte quelle esperienze, e lui diceva proprio così “sulle spalle, le ho sulle spalle”.
E io, ancora piccolina, immaginavo il mio nonno che aveva queste cose strane chiamate “esperienze” sulla sua schiena fragile tendente all’ingiù.
Volevo bene a mio nonno, forse di più che a mia nonna, perché lei mi rimproverava sempre. Ma il nonno diceva che non dovevo fare differenze, e dovevo amare entrambi allo stesso modo.
Mio nonno prometteva tanto, e lui mi ha insegnato che a discapito di tutto e tutti, le promesse vanno mantenute.
Il nonno riusciva a mantenere tutte le promesse che mi faceva.
Era sempre puntuale nel comprarmi il gelato il venerdì, appena uscita da scuola. Lui mi abbracciava quando prendevo un bel voto nei testi di italiano. Papà al contrario, non lo faceva, ma mio nonno diceva di perdonarlo.
Il nonno aveva un’immensa libreria, che mi mostrò prima ancora che io imparassi a leggere. Ricordo che vedevo tutti questi libri polverosi, e ogni tanto lui ne sfogliava alcuni davanti ai miei occhi.
E io, per un attimo distoglievo lo sguardo dai pezzetti di polvere che andavano ad accumularsi sul tappeto dopo essere scesi delicatamente dalla copertina del libro, e posavo gli occhi su quei strani simboli tra le pagine, le lettere.
Un giorno gli dissi: “Nonno, mi insegnerai a leggere.” E lui mi rispose dicendo che l’avrebbe fatto, anche se poi aggiunse “Ora è troppo presto, piccola mia.”
Mi voleva insegnare tante cose, il nonno. E diceva che l’esperienza è come la felicità. Non è reale se non è condivisa. Perciò lui l’avrebbe condivisa con me.
Il nonno diceva “ti insegnerò ad andare in bici, come i bambini grandi. “
E ho imparato a usare la mia bici in cortile, con lui.
“Ti insegnerò a mangiare il gelato senza sporcarti tutta come fai tu.”
E quando tornavo a casa, la mamma non mi rimproverava più perché non avevo la maglia piena di macchie di cioccolato e vaniglia.
“Ti insegnerò a leggere.”
“Ti insegnerò a scrivere.”
“Ti insegnero a girare il mappamondo e riconoscere le nazioni.”
“Ti insegnerò a raccontare le storie.”
E mi insegnò tutto ciò che promise.
“Ti insegnerò a volare.”
E il nonno volò via.
Io pensavo che fosse come quando lui mi insegnava a fare la gambetta della “a”, che la disegnava prima lui e poi avrei dovuto disegnarla io. Invece no, lui era andato via, e basta.
La nonna dice che è volato, e io mi sono arrabbiata perché lui non me l’ha insegnato.
Ma forse come diceva lui, ci sono delle cose che non si possono imparare. Come amare.
Nonno, sappi che io le so raccontare le storie adesso, perché me l’hai insegnato tu. Questa storia era per te, e lo so che prima o poi imparerò a volare anch’io. E ti raggiungerò. “È troppo presto piccola mia” diresti tu.
Sì nonno, ma prima o poi ci rivedremo, e ti farò vedere tutto ciò che ho imparato da sola. Lo insegnerò io a te.
Te lo prometto, e le promesse vanno mantenute.

Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)

sto piangendo…

(via tuhailechiavidelmiolabirinto)

Le lacrime…

(via laperfezionestanellimperfezione)

La cosa più bella che abbia letto.

(via la-verame)

Mi sentite piangere?

(via vienieabbracciami)

La prima volta che piango per un post…

(via halfofmarghe)
Test Musicale :)
Cantante Preferito?
Band Preferita?
Genere che ascolti maggiormente?
Genere che odi o che non ascolti proprio?
Una canzone che ascolti quando sei triste?
Una canzone che ascolti e ti fa stare meglio?
Pop o Rap?
Se fossi una canzone quale saresti?
Una canzone che ascolti quando sei triste?
Una canzone che ascolti e ti fa stare meglio?
Sei mai stato/a ad un concerto?
Se potessi incontrare un/a cantante chi sarebbe?
In auto preferisci ascoltare la musica della radio o tenere le cuffiette nelle orecchie?
Una canzone che ti ricorda un particolare momento?
Canzone Pop preferita?
Canzone Rap preferita?
Canzone Rock preferita?
Hai mai cantato sotto la doccia?
Hai mai suonato qualche strumento?Se si,quale?
Una canzone che dedicheresti ad una persona importante?
Ti hanno mai dedicato una canzone?Se si,quale?
Quale canzone vorresti che ti dedicassero?
Ascolti musica classica?
Ultima canzone che hai ascoltato?
Quale canzone non può mancare nella tua playlist?
Quale strumento avresti sempre voluto imparare a suonare?
Musica italiana o straniera?
Hai mai cantato a squarciagola per strada?
Frase preferita di una canzone?